Sto ragionando come è perché stiamo scivolando nuovamente (citando le parole della professoressa e filosofa Arendt, in uno “SPAVENTOSO E ASSOLUTO CEDIMENTO MORALE … nella tranquilla civiltà europea“.

E ipotizzo che la risposta possa arrivare dalla psicologia e si chiama rimozione del trauma.

Ritengo che come collettivo abbiamo rimosso il trauma, le ultime 2 grandi guerre, e sopra tutto abbiamo rimosso (non studiato) l’ANALISI FILOSOFICA su come la tranquilla e civile popolazione europea e italiana 3, 4, generazioni fa scivolò in uno “SPAVENTOSO E ASSOLUTO CEDIMENTO MORALE” abbracciando l’AUTORITARISMO che porta a totalitarismi politici e oggi al Governo Draghi.

Aggiungo anche che una analisi più moderna della professoressa e filosofa Arendt ci mostra come (semplificando) un 10% circa della popolazione abbracciando l’AUTORITARISMO. Questo 10% porta l’80% della popolazione ad accettarlo. Il restante 10% della popolazione (tra cui io) sarà contraria e lo combatterà in ogni modo. Ritengo che il motivo per il quale il fascino dell’Autoritarismo ipnotizza il 90% della popolazione umana (10%+80%) sia legato alla natura umana ed al modello educativo sociale che è ancora per lo più “autoritario” nell’infanzia.

E lasciato ancora al fai da te. Non esiste materia scolastica nella scuola dell’obbligo relativa all’analisi dell’educazione nella crescita e sviluppo del pensiero umano. E la mia generazione è stata l’ULTIMA ad avere qualche ora di FILOSOFIA (poi soppressa) alle scuole medie.

Se i padri costituenti non hanno inserito in COSTITUZIONE contromisure POTENTI per disinnescare lo SMANTELLAMENTO dei DIRITTI UMANI, dei diritti incomprimibili, vuol dire che come società non abbiamo appreso ancora la lezione.

Nel suo lavoro la Arendt disse che l’errore della cultura fu che si disinteressò della politica. Si interessò troppo del LOGOS, del PENSIERO, e si disinteressò dell’AZIONE, cioè della POLITICA.

La quale essendo amministrazione (ad+ministra = al servizio) della POLIS (città) nelle mani autoritarie diventa SOVVERCHIAMENTO della contrapposizione dei POTERI dello Stato.

Ritengo che come collettivo, visto la scarsissima affluenza alle ultime elezioni, stiamo ripetendo un percorso (corsi e ricorsi storici) simile a quello che vissero i nostri nonni.

L’unico augurio che ho per tutti noi è che grazie alla tecnologia, la quale oggi consente una comunicazione molto più veloce dell’altro secolo, non dovremmo vivere né 20 anni di Autoritarismo, né un olocausto, prima di risvegliare le coscienze e di ripristinare un senso etico e morale che fornisca collettivamente di nuovo una efficace differenza tra bene e male, in termini di pacifica, proficua e prosperosa convivenza sociale.

Perché come ci ha ricordato la filosofa Arendt:

“la manifestazione del PENSIERO non è assolutamente la CONOSCENZA ma l’ATTITUDINE di DISCERNERE IL BENE DAL MALE, la bellezza del mondo dalle sue brutture, e quindi voglio sperare che PENSARE possa donare alle persone la FORZA di saper prevenire terribili catastrofi in questi rari momenti in cui sopraggiunge la resa dei conti”.

L’ESITO finale del nuovo scivolamento della società nell’AUTORITARISMO, con tutte le divisioni che questo sta portando tra gli amici, all’interno delle famiglie, non sarà scontato, perché del futuro non v’è certezza.

Solo una potente contro spinta CULTURALE, MORALE, POLITICA, può evitare di riportarci a rivivere situazioni come “IL CONFINO INGIUSTIFICATO” di persone SANE, o la deportazione di “CASI POSITIVI” in STRUTTURE statalmente governate (come in Australia ad esempio o in Cina) con un PROTOCOLLO di cura UNICO.

Perché come ben sappiamo dalla epistemologia psicologica (conoscenza certa in psicologia) “non c’è cosa più pericolosa nel credere che esista una unica realtà” e allo stesso modo un UNICO RIMEDIO, togliendo, attraverso la speculazione industriale farmaceutica e la relativa pressione lobbistica politica, la libertà ai medici di CURARE IN SCIENZA E COSCENZA in base al quadro specifico del paziente.

Perché i fisici teorici ed i ricercatori scientifici, “avevano già abbandonato nella seconda metà del secolo scorso l’idea che esistesse la fuori un UNICA realtà VERA la fuori” e le implicazioni della comprensione linguistica, filosofica e scientifica di questa frase è purtroppo IGNOTA ai più perché necessita della comprensione:

• del principio di indeterminazione (di Heisenberg)

• della falsificabilità (di Karl Popper)

• della complessità e non semplificazione (di Albert Einstein)

• della variabilità in natura.

 

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